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La Società della Salute: molte perplessità

 La Società della Salute è la nuova “invenzione” dei politici toscani del centrosinistra nell’organizzazione sanitaria. La nostra Regione dice, spendendo anche milioni in pubblicità, cartelloni, convegni e fascicoli che arrivano in tutte le case (e sono soldi che si potrebbero spendere molto più proficuamente...) che la sanità in Toscana è la meglio del mondo, funziona tutto bene, non ci sono difetti. Intanto però, molto spesso, si cambiano assetti organizzativi, e si inventano nuovi enti (che speriamo non siano davvero un nuovo carrozzone!). Prima c’era l’USL Mugello, poi la si è cancellata per accorpare tutto con Firenze, ora si inventa la Società della Salute del Mugello, separata da Firenze. E prima i comuni gestivano il settore socio-sanitario, poi delegarono tutto all’USL, ora si sono ripresi le competenze, e si “sperimenta” la Società della Salute.

L’impressione, netta, è che in questo andare avanti e indietro, a rimetterci siano soltanto i cittadini e i servizi concreti. Perché ogni riorganizzazione ha dei costi: mesi e anni per decidere, riunioni su riunioni, documenti, personale da ridistribuire. E forse c’è meno tempo per pensare alle cose concrete, a quelle che interessano i cittadini.

Per quanto ci riguarda, noi sulla Società della Salute abbiamo pochi entusiasmi. Temiamo che essa finirà per appesantire i processi decisionali, rischiando anche di provocare una frattura fra i servizi territoriali di base (sempre più finanziati) ed i servizi di assistenza ospedaliera (sempre meno finanziati) e di costituire un ulteriore diaframma burocratico tra i servizi ed i cittadini.  Avremo due livelli di gestione, una nuova struttura amministrativa con dirigenti scelti direttamente dai politici, la separazione tra attività socio-sanitaria e attività ospedaliera, la crisi del distretto sanitario, che di fatto viene svuotato di funzioni. Per di più con dei costi economici che ancora nessuno è riuscito a quantificare, ma che saranno sicuramente ingenti. Alla fine, insomma, la Società della Salute sarà una “sburocratizzazione” alla rovescia, che temiamo non porterà alcun beneficio alla salute dei mugellani.

E poi c’è un altro aspetto che ci preoccupa fortemente: si dice che con la SdS i servizi socio-sanitari tornano più vicini, occupandosene più direttamente i Comuni. Ma non si sono stabiliti meccanismi chiari di controllo e di coinvolgimento di tutte le forze politiche. Per essere chiari: sindaci e assessori, tutti del medesimo colore, decideranno tutto e gestiranno ingenti fondi senza il minimo coinvolgimento delle minoranze. Noi le cose le sapremo solo per sentito dire, e non saremo in grado di esercitare il compito di controllo e di proposta che pure i cittadini ci hanno assegnato. Quando c’erano i comitati di gestione dell’USL, due membri erano delle minoranze. Questa è la democrazia, ed essi svolgevano un importante ruolo di stimolo, di critica e di controllo. Ora invece si sono stabiliti meccanismi che all’assemblea elettiva, ovvero il consiglio comunale, fanno fare solo la parte degli spettatori. E le opposizioni non sono affatto rappresentate negli organismi dove si prendono le decisioni. Questo è un fatto molto grave.

Carlo Incagli



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