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SOLIDARIETA’ A DON POGGIALI, MISSIONARIO IN COSTA D’AVORIO: L’HA ESPRESSA IL CONSIGLIO COMUNALE DI BORGO SAN LORENZO, su iniziativa di "BorgoViva"

Il gruppo consiliare “BorgoViva” ha presentato in Consiglio Comunale un documento, poi approvato all’unanimità con alcune piccole modifiche, che esprime “la propria vicinanza a don Pasquale Poggiali, che in questi momenti sta vivendo, insieme alla popolazione ivoriana e ai suoi fratelli e sorelle missionari, momenti estremamente difficili e rischiosi”.

“Abbiamo proposto questa iniziativa –spiega il capogruppo dell’opposizione di centro-destra borghigiana Carlo Incagli- perché la nostra comunità ha stretti legami con la Costa d’Avorio e con la presenza missionaria di don Pasquale Poggiali: il gemellaggio tra la parrocchia e il paese di Anyama, la costante attività dell’associazione “Solidarietà Missionaria” di Borgo San Lorenzo,  le iniziative di solidarietà e di aiuto –di cittadini, gruppi, comuni, attivate in tutto il Mugello. E siamo tutti preoccupati per quello che sta accadendo in quel Paese africano, e ci sembrava giusto dare un segno di vicinanza e di solidarietà. Per questo ci ha fatto piacere che l’intero consiglio comunale abbia condiviso la nostra iniziativa”.

Nel documento, a proposito di don Poggiali, si sottolinea “come la sua opera di missione cristiana, come tutte le iniziative pacifiche e non violente, siano il miglior contributo per la costruzione di una pacifica convivenza umana, inter-razziale e inter-religiosa, in quanto non si limita ad evocare la pace, bensì la realizza concretamente nell’incontro e nel servizio e l’amore verso le persone”. E si impegna “l’amministrazione comunale a continuare e a rafforzare la propria azione di sostegno a favore di ogni iniziativa che favorisca questo tipo di approccio, teso al servizio disinteressato e alla solidarietà concreta verso i popoli in via di sviluppo; e a sollecitare e a favorire, attraverso un’opportuna sensibilizzazione, la partecipazione e il contributo dei cittadini, alle azioni e alle presenze di solidarietà internazionale”.

Non manca un’indicazione politica, con la richiesta “al Governo italiano e all’Unione Europea di farsi parte attiva nel processo di pace della Costa d’Avorio, per evitare con un’opportuna, sollecita e concertata azione politica, che utilizzando ogni “leva” pacifica a disposizione (rapporti diplomatici, cooperazione internazionale, commercio) eviti al Paese africano, un tempo considerato tra i più avanzati dell’intero continente, una disastrosa guerra o il risorgere di pericolosi contrasti tra etnie”.



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